
RASSEGNA DIVERGENZE 2026
OLTRE LO SPECCHIO
Lo specchio è la finestra sull’anima, dentro vediamo riflessi i nostri angeli o i nostri mostri: dentro uno specchio non siamo mai noi stessi, siamo sempre più belli, o più brutti di come ci vedono gli altri: più grassi, più penetranti, più muscolosi, più affascinanti, più sagaci, o più sciocchi. È l’immagine riflessa del nostro inconscio e la porta di un mondo che guarda il nostro panorama interiore fino all’anima. Divergenze vuole “toccare” metaforicamente questa essenza effimera di noi stessi: questi 21 grammi di anima che andrebbero persi nella nostra dipartita (come ci insegna la famosa serie televisiva). Un percorso metaforico alle nostre radici che comincia con il grande Andrea Pennacchi e il suo Shakespeare and me: l’essenza dell’anima del teatro del Bardo inglese è considerato un canone occidentale, parlerà sempre alla nostra anima e Pennacchi porta un intreccio indissolubile tra la sua storia che è poi la nostra storia, e quella del grande commediografo elisabettiano. Cattivo di Giuliana Musso entra nel carcere, dove un ergastolano ha tutta la vita per andare oltre sé stesso e le sue azioni fino ad arrivare a rompere la volontà di specchiarsi: un bellissimo ed emozionante volo sull’anima di chi affronta una vita da ergastolano e le sue evoluzioni dall’interno di sé stesso e della struttura penitenziaria. Leo di Cubo teatro con Alberto Malanchino è una prima regionale ad alto impatto. Uno spaccato sulle odiate seconde generazioni, costrette a specchiarsi in un mondo deforme che li vuole cattivi e violenti, lo specchio nero della nostra contemporaneità: Malanchino ci rispecchierà l’immagine di questo mondo di periferia, con la sua emotività esplosiva, cruda e spiccia. Infine il Circuito danza regionale ci porterà una prima nazionale: WOYZƏCK liberamente tratto dall’opera di Büchner, di Carlo Massari smonterà la nostra immagine specchiata, distrugge il personaggio di Woyzek e lo ricostruisce, in una nuova umanità che supera la condizione di Narciso e incontra la sua anima destrutturata.
Rassegna di teatro contemporaneo.
Teatro Auditorium Fausto Melotti - TN. Orario inizio spettacoli 20:45.
Costo biglietto 15€ intero, 12€ ridotto over 65, 8€ ridotto under 30 e ridotto accessibile.
Per informazioni: info@evoeteatro.it - tel 328 9344205 / 348 7774535


23 ottobre ore 20.45
Teatro Auditorium F. Melotti - Rovereto (TN)
SHAKESPEARE AND ME
di e con Andrea Pennacchi
musiche dal vivo di Giorgio Gobbo
produzione Galapagos Produzioni
Harold Bloom sosteneva che Shakespeare avesse inventato l'essere umano. Noi non abbiamo gli strumenti per poter confermare questa affermazione. Di sicuro, però, sappiamo che Shakespeare ha aiutato Andrea Pennacchi, e altre e altri come lui, a conoscere meglio l'umanità. Il corpus shakespeariano è una mappa delle relazioni umane di pronto utilizzo, a patto di continuare a lavorarci sopra, come meccanici, come giardinieri, di non considerarlo mai un testo sacro immobile e inamovibile, la cui interpretazione va affidata a pochi sacerdoti, ma una matrice vivente, un menabò, una lente con cui leggere la contemporaneità.
06 novembre ore 20.45
Teatro Auditorium F. Melotti - Rovereto (TN)
CATTIVO
Regia Giuliana Musso
adattamento del testo ed interpretazione Tommaso Banfi musiche e disegno luci Claudio Parrino
produzione Ariateatro
Una scrittura tesa e sospesa, una voce che ascolta mentre dice, che a volte abdica senza resistenza al silenzio e che diventa gesto, sospiro, sguardo. Un racconto a tratti lirico, come quando osserva dall’alto il mondo-carcere o il tempo immobile dell’isolamento, a tratti essenziale e semplice come l’ umanità resiliente del protagonista. La vita prima, la vita dopo, l’ istante del crimine che segna l’ intera esistenza, la nudità della propria colpa, la violenza dell’ istituzione, infine, anche, una vittima in un colpevole. La poesia si annida nei dettagli degli eventi, nei particolari dove la vita del carcere si raccoglie.


2 dicembre ore 20.45
Teatro Auditorium F. Melotti - Rovereto (TN)
LEO
Drammaturgia e Regia Girolamo Lucania
con Alberto Boubakar Malanchino
Musica originale e composizione Ivan Bert
Visual Art Niccolò Borgia
produzione Cubo Teatro
Leone Jacovacci nasce nel 1902 nel Regno del Congo e vive a Roma fino all’adolescenza. È figlio di una donna africana e di un ingegnere romano. Dopo un’infanzia difficile fugge dalla capitale, cambia identità e si arruola nell’esercito britannico. Durante la guerra scopre la boxe nelle stive delle navi e, tornato alla vita civile, affronta i migliori pugili europei fino a rientrare in Italia e reclamare il proprio nome: Leone. Nel 1928 conquista il titolo italiano ed europeo dei pesi medi, diventando un campione scomodo per la narrazione dominante dell’epoca. La sua vicenda è il filo conduttore di un racconto contemporaneo: un’indagine nelle palestre e nelle periferie italiane che dà voce a una nuova generazione. Leone diventa così specchio del presente. Il colore della pelle non è più il marchio della diversità, ma la fotografia di vite, storie, aspirazioni e successi. Lo sport e il pugilato diventano metafora della lotta per affermare sé stessi e inseguire un obiettivo, perché «l’energia delle nuove generazioni non va sprecata». È il racconto di una generazione che vuole riprendersi la Storia, contrastare chi nega il futuro e opporsi al riaffacciarsi dei fascismi.
12 dicembre ore 20.45
Teatro Auditorium F. Melotti - Rovereto (TN)
WOYZƏCK
concept, regia e coreografia Carlo Massari
interpreti Aura Calarco, Sofia Galvan, Stefania Menestrina, Andrea Zinnato musiche originali Andreas Moulin
produzione SPaCCa / C&C Company
WOYZƏCK è una coreografia dell’ oppressione quotidiana. Della normalità che schiaccia. Della violenza che si nasconde nei piccoli gesti, nei rituali sociali, nelle gerarchie invisibili. Il mondo è un dispositivo. Un meccanismo che osserva, misura, classifica. Dentro questo dispositivo, il corpo di WOYZƏCK. WOYZƏCK non racconta una storia: la attraversa. Non rappresenta un personaggio: lo frantuma.
Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
Spettacolo inserito nel circuito danza del Trentino Alto Adige a cura del Centro Culturale Santa Chiara

